
Tutto ciò che possiamo conoscere di noi stessi è scritto nei disegni della foglia, del petalo, del ramo, nella natura tutta. Non c’è condizione ch’ella non abbia già sperimentato e che non sperimenterà.
Come Jung e poi Hillman ci hanno a più riprese suggerito, la psiche non è dentro di noi, siamo noi dentro la psiche. Il giardino è la psiche. Il corpo passeggia in quel giardino, che è l’anima.
Rami in apparenza privi di linfa legati insieme a rami verdi brillanti

colori diversi da una stessa matrice

fluttuare nell’aria e stare appesi all’invisibile


portare su di sé innumerevoli spine
crescere e prosperare in luoghi
improbabili e angusti


diventare la casa di qualcuno
avere poco spazio per mettere radici, elevarsi in altezza, spingersi oltre, dimenticarsi del vaso e far tesoro del mondo per come è, coltivando sogni di terre libere. Quel vaso può essere la nostra terra libera.

L’estate continua a prendere forma. Con i suoi lunghi raggi, asciuga i fluidi che hanno fatto il loro corso, invita a percorre nuove strade assolate, a lasciarsi indietro tutto ciò che è in più.
Buon viaggio sia, verso qualunque meta o direzione. Buon viaggio sia, anche nel restare.
