«Poiché dunque è la teoria che dà ai fatti il loro valore e il loro significato, essa è spesso molto utile anche se è parzialmente falsa, perché fa luce su dei fenomeni ai quali nessuno faceva attenzione, costringe a esaminare sotto diversi aspetti dei fatti che prima nessuno studiava, e dà impulso a delle ricerche più estese e più fortunate. È dunque un dovere morale dello scienziato esporsi a commettere degli errori e a subire delle critiche affinché la scienza progredisca sempre. Uno scrittore…ha vivamente attaccato l’autore dicendo che questo è un ideale scientifico ben limitato e meschino. Ma coloro che sono dotati d’uno spirito sufficientemente serio e freddo per non credere che tutto ciò che scrivono sia l’espressione della verità assoluta ed eterna, approvano questa teoria che pone le ragioni della scienza ben al di sopra della miserabile vanità e del meschino amor proprio dello scienziato»
G. Ferrero, I simboli in rapporto alla storia e filosofia del diritto alla psicologia e alla sociologia, 1893, Torino. Newton Compton ed., Roma 1970, citato in C. G. Jung, La libido, simboli e trasformazioni, Newton Compton ed., 1975.
